Oceano Indiano verso Suez: la pirateria esiste ancora?

18:43



"Far la strada e incontrare meraviglie, ecco il grande motivo – specialmente tuo."
 Cesare Pavese

Eccomi tornata a casa dopo un lungo viaggio lavorativo che mi ha portata in giro per il mondo. L'itinerario è iniziato dalla città di Singapore e dalla sua bella marina in cui ci siamo imbarcati per trascorrere questi mesi a bordo. In questo percorso abbiamo toccato moltissimi stati, ognuno con le sue peculiarità, i suoi paesaggi e la sua cultura. Ci sono stati molti arrivi e molte partenze, molte fugaci amicizie con persone del luogo o altri velisti in viaggio per il mondo. Il mare in un certo senso, è la casa di molti. Una casa mobile che non sempre è quieta ma che regala sempre scenari mozzafiato. 



Nella mappa ho segnato l'itinerario compiuto e gli Stati che abbiamo avuto l'opportunità di visitare: Malesia, Thailandia, Sri Lanka, Maldive, Socotra, Djibouti, Sudan, Egitto e infine, Creta. Dedicherò degli articoli ad ognuno di essi non appena avrò messo ordine nelle decine di cartelle piene di fotografie e nei miei appunti. Abbiamo attraversato l'Oceano Indiano spingendoci verso il Mar Rosso e arrivando nel Mediterraneo attraverso il canale di Suez. L'area dei pirati, così come veniva definita in questi anni, è attualmente monitorata da numerose navi militari nonché aeroplani che sorvolano la zona affinché sia sicura. Mi riferisco all'area che dalle Maldive conduce verso Djbouti. Un tempo, queste acque erano "terreno" fertile per numerosi attacchi di pirateria. Leggendo i report precedenti al 2013, è impressionante notare come questi atti fossero talmente frequenti da rendere la mappa una costellazione di puntini, ognuno dei quali indicava un attacco, un sequestro o un atto illegale verso qualche imbarcazione. Grazie ai controlli odierni e al costante contatto con le navi militari, la pirateria è praticamente scomparsa e negli ultimi due anni sono stati riscontrati pochissimi episodi presunti tali o sospetti. Io stessa, via radio, ho parlato con una delle imbarcazioni che monitorano la zona e mi è stato chiesto di segnalare anche eventuali episodi sospetti in maniera tale da dissipare ogni pericolo. 

Sono stati mesi ricchi e stancanti, pieni di emozioni, cambiamenti e sopratutto, mare. Il mare che ha cullato e agitato la barca incessantemente durante tutto il percorso, rendendo il galleggiamento un'abitudine. Prima di iniziare questa avventura, se avessi dovuto tener conto dei pareri letti sul web, non sarei dovuta partire, considerando che questo percorso era considerato tra i più pericolosi al mondo, con forte rischio di atti di pirateria e con una navigazione da svolgere su acque che nei giorni no, possono essere parecchio inquiete. Invece, è andato tutte bene. Molte altre barche hanno percorso il mar Rosso negli ultimi mesi e lo stanno percorrendo in queste ore. Nessuno di coloro che ho incontrato ha avuto problemi e nessuna delle loro conoscenze si è trovata in situazioni di pericolo. Tutte le esperienze dei velisti che hanno deciso di tornare attraverso Suez nel 2016 e nel 2017 si sono concluse positivamente e se qualcuno ha avuto problemi, beh, nessuno lo sa. 

La pirateria attualmente, è diventata l'attività preferita dell'Africa Occidentale, lungo le coste della Nigeria, del Togo, e del Benin. Qua si registrano molteplici episodi e quindi è altamente sconsigliato il passaggio in queste zone, non solo vicino alla costa ma anche al largo. Risulta molto più sicuro il passaggio attraverso Suez con tappa nell'isola di Socotra (in nessun modo implicata nella guerra che si sta svolgendo in Yemen) e Djibouti (considerato uno stato pericoloso ma in cui nessuno di noi o delle nostre conoscenze ha avuto il benché minimo problema). Paradossalmente pare che alcuni atti pirateschi interessino maggiormente alcune aeree asiatiche molto turistiche come l'Indonesia, la Malesia o Singapore, battute tranquillamente da centinaia di imbarcazioni. Posto qui di seguito la mappa degli attacchi del 2010 e subito dopo quella del 2016. Come vedete, la situazione è completamente cambiata e coinvolge solo grossi cargo e non piccoli yacht.  

Piracy map 2010. http://straitofmagellan.blogspot.it/
Piracy map 2016. http://www.pbo.co.uk/

La cattiva fama del passaggio verso Suez non rende merito a paesi che sono molto pacifici, ricchi di bellezza e che, loro malgrado, si trovano isolati e privi di turisti che vogliono visitarli. Per qualsiasi informazione, potete contattarmi in merito a questo itinerario marittimo. 

Per ora è tutto :)



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2 comments

  1. ho letto un tuo commento da me e sono passata a scoprire il tuo blog, un luogo nel web davvero stupendo, un vero mondo capovolto.
    Questo post poi è super interessante alcune cose le sapevo ma tante altre sono state una vera scoperta, grazie!!!
    buona serata a presto ;)

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    Risposte
    1. Ciao Audrey :) grazie per essere passata di qui e aver lasciato questo commento ^-^
      A presto!!!

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