Una foto dal mondo ✿ A photo from the world

12:04


 "Si può riconosce facilmente il fotografo in mezzo a una folla di turisti: è quello che nasconde la sua macchina fotografica."
Roland Topor

"You can easily recognize a photographer in the middle of a crowd of tourists: he is who hides his camera."
Roland Topor



Questo bambino in realtà era adorabile. Ci abbiamo giocato per un'oretta ed era sempre sorridente. Fino a pochi secondi prima. Questa è la faccia che ha fatto subito dopo che la nonna gli ha dato uno scopaccione. Per motivi sconosciuti. La fotografia è questione di un attimo. Non sono mai riuscita ad andare in giro con la macchina fotografica perennemente in mano e sopratutto, non sono mai stata invadente con questo aggeggio tanto semplice quanto complicato nel suo inserirsi in una realtà che non conosce facendola propria. Quando si desidera fotografare delle persone non é mai semplice puntargli un obiettivo addosso come se la loro intimità ci appartenesse. Bisogna prima creare un minimo di complicità. Credo di avere poche immagini di persone rispetto a quelle che ritraggono paesaggi. Le poche che ho mi piacciono. Non perché abbiano chissà quale valore tecnico. Mi ricordano un momento particolare con una propria storia. 
Ricordo gran parte delle storie che vivevano dietro alle persone che ho ritratto.  
L'attesa crea sintonia. Nell'attesa scopri qualcosa in più di chi hai davanti. Quando rivedrai la sua foto non penserai ad un viso qualsiasi ma a quel viso. Un viso familiare che ha condiviso qualcosa con te. Che siano trenta secondi, un'ora o una giornata intera trascorsa insieme. Tutto è questione di trovare un legame con l'altro, anche solo guardarsi e sorridersi con gli occhi, o semplicemente osservarsi a vicenda facendosi una domanda che oggi spesso viene trascurata "e tu chi sei veramente?".


This child was really adorable. We played for an hour and he was always smiling. Until a few seconds before this photo. This is the face that he did immediately after his grandmother gave him a slap. For unknown reasons. The photograph is a snap. I've never been able to walk around with the camera constantly on hand and above all, I was never pushy with this thing as simple as complicated as a fit in a reality that it does not know. When you want to photograph people is never easy to go in front of them with your lens as if their intimacy belonged to you. You must first create a minimum of complicity. I think I have a few pictures of people than those that portray landscapes. I love the few that I have. Not because they have some kind of technical value. They remind me a particular time with its own history. 
I remember many of the stories that lived behind the people I portrait. 
Waiting creates harmony. When you are waiting you discover something more about those who are in front of you. When you'll see a picture you do not think to any face but at that face. A familiar face who shared something with you. What are thirty-second, a hour or a whole day spent together. Everything is a matter of finding a bond with each other, just look and smile at your eyes, or simply observe each other making a question that today is often overlooked "who are you, really?".

You Might Also Like

16 comments

  1. Favolosa come sempre. Anche noi non amiamo portarci al collo la macchina fotografica, anche se spesso sei obbligato. Capita anche che a volte, io,Chiara, la nasconda con il foulard che ho in testa che è talmente lungo da coprire anche la macchinetta. A volte ci sentiamo in imbarazzo a portarla a tracolla, specialmente quando sei in Paesi poveri.Approviamo tutto, tutto quello che scrivi. Una foto racchiude in se molte cose, non è solo uno scatto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io spesso la tenevo sotto il foulard! Ed é vero, si prova spesso imbarazzo, ci si sente quasi di portare addosso il segno della propria "ricchezza" di fronte a persone che spesso sono poverissime e ti vedono come il riccone occidentale carico di oggetti preziosi.
      Grazie a voi*

      Elimina
  2. Oddio. Ma quel cane là dietro è lunghissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Speravo che qualcuno lo notasse :D
      Ha bevuto l'acqua del Gange :D

      Elimina
  3. Aahahahah pero' la sua faccia rende tutto!!
    io adoro scattare fotografie per lo più ai paesaggi, forse perché anche a me sembra di rubare qualcosa scattando a persone senza nemmeno chiedere... ma penso sia questione di esperienza e di modo di porsi anche!
    Imparerò :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, é vero, bisogna pian piano imparare i modi :)
      Adoro la sua faccia :D mi fa troppo ridere :D

      Elimina
  4. La prima frase è bellissima, ed assolutamente vera! E sono d'accordo con te.. Anch'io amo le fotografie di persone ma ne ho pochissime. L'intimità altrui non ci appartiene e prima di scattare le foto alle persone bisogna creare quel "qualcosa" altrimenti è come rubare.

    RispondiElimina
  5. Una foto stupenda, bei colori e bell'attimo. Cavolo, hai beccato proprio la faccia post-sberla!^^

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La faccia post-sberla era davvero una figata :D poi h apianto, e poi ha di nuovo riso. Gli é passata in fretta :)

      Elimina
  6. Anch'io preferisco i paesaggi ad uno scatto su una persona. Ho la medesima sensazione, mi sembra di rubare la sua intimità. E soprattutto non mi piace scattare durante "il momento", l'attimo di condivisione che condivido con lui o lei. Mi sembra di sminuire la complicità che si è creata e di "gettarla alla massa". Hai fatto bene a goderti i momenti di gioco con quel bambino, gli istanti, a differenza dei clic, rimangono nella memoria. A presto cara :-* !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie del tuo bel commento Elena :) condivido tutto!
      A presto :**

      Elimina
  7. Bella la foto mia figlia fotografa di professione ora non più diceva che le foto a persone in bianco/nero sono splendide ma a me piace il colore come questa. Buona serata,

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' vero, il bianco e nero rende molto nei ritratti.
      Io personalmente amo di più il colore :)

      Elimina
  8. Curioso come lo scatto riesca a riprodurre solo l'espressione di un attimo, ignorando il contesto in cui è avvenuto. Eppure è bellissima la possibilità di cogliere l'attimo che non ci sarà mai più.
    Certo che se tu non avessi spiegato che il bimbo ha quella espressione a causa dello scapaccione ... avrei pensato che avesse un gran brutto carattere. Splendida la tua foto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Ambra :)
      condivido le tue riflessioni!

      Elimina

Ogni commento è un raggio di sole.

Blog Archive

I MIEI LETTORI

VISITATORI DEL MONDO CAPOVOLTO

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *